Messaggio da Abhijata Iyengar

Abijata Iyengar

26/03/2020

Cari amici,

ci troviamo in un momento e in una situazione che non avremmo mai immaginato. Abbiamo sempre ragionato con l’idea che certe cose avvenissero agli altri, ma non a noi. Ora ci rendiamo conto che ognuno è vulnerabile come qualunque altro. Il mondo intero è sotto scacco come un unico organismo.

Anche io come tutti sono profondamente preoccupata della situazione che si sta configurando. Nessuno può prevedere cosa accadrà, ma sono convinta che tutto passerà. Il futuro sarà migliore se ognuno di noi saprà comportarsi in maniera responsabile.

Siamo confinati dentro le nostre case e la Natura ci impone una pausa. Anche se il coraggio è una risorsa del praticante di yoga, ora egli deve mostrare sensibilità per il momento che vive. Per noi questo tempo diventa il tempo dello studio personale.

La vostra pratica individuale può accrescersi proprio perché siete confinati dentro le vostre case. Riappropriatevi degli āsana, del prāṇāyāma, degli appunti e dei libri che avevate rintuzzato da qualche parte. Ci siamo sempre lamentati di non trovare il tempo per fare le cose che avremmo voluto. Eccolo qui, è nelle nostre mani. Trovate la gioia della pratica silenziosaRicercate le azioni e trovate le vostre risposte in ogni āsana e in ogni pratica di prāṇāyāma.

Questo momento ci offre anche l’opportunità di sederci e riconsiderare tutte le nostre azioni, reazioni e decisioni. Nel turbinìo della nostra vita abbiamo dato per scontate molte cose senza porvi alcuna riflessiva attenzione, sia sul tappetino che fuori. Questo è il momento per cominciare.

All’Istituto stanno arrivando moltissime lettere riguardo ai nuovi esami e alle nuove certificazioni rispetto al vecchio metodo. Vi prego di non preoccuparvi assolutamente di questo per ora. Non è la nostra priorità al momento. Ne riparleremo in seguito. Troveremo facilmente la soluzione. Per il momento pensate alla vostra salute e a quella degli altri.

Vi scongiuro di seguire le indicazioni di comportamento che vi sono richieste dai governi locali. Non pensate di fare lezioni, sessioni di pratica collettiva o incontri. È per i nostri familiari e per i nostri amici che dobbiamo starcene tranquilli a casa. In tutto il mondo, a seguito di questa pandemia, è sorto uno spirito di unione. Rimaniamo fedeli ad esso, seguiamo questo senso di responsabilità e comportiamoci sensibilmente.

Sono tempi difficili e come studenti di yoga abbiamo il dovere di comportarci responsabilmente.

Uno slōka del Bhāgavād Gita dice:

“yajña-dāna-tapa-karma na tyājyaḿ kāryam eva tat yajño dānaḿ tapaś caiva pāvanāni manīṣiām”.
“Le azioni di sacrificio, di carità e di penitenza non devono essere evitate, ma anzi perseguite. Infatti il sacrificio, la carità e la penitenza purificano anche gli animi più puri”. (18.5)

La penitenza o il tapas riguardano noi stessi. Dobbiamo osservare austerità e moderazione e seguire le regole dettate dal governo. Il nostro mantra diventa: “Io sto a casa”.

Dana ha il significato di donare ad altri. In questo momento il miglior modo di donare è rimanere a casa e non pensare al nostro desiderio di socializzare. Quel dono di non mettere altri in pericolo è un dovere verso la società.

Yajna significa sacrificio inteso come offerta alla Natura. È uno scambio simbolico tra noi e la Natura. Ciascuno di noi ha il dovere di combattere quest’epidemia con spirito solidale. Ciascuno di noi può fare la differenza e dare un contributo alla rinascita dell’umanità.

Da un remoto angolo del mondo io prego per la vostra salute e il vostro benessere. Vi prego di aver cura di voi stessi.

Con grande affetto, Abijata Iyengar

Combinando i cibi che mangiamo in modo oculato e salutare, si ottiene un miglioramento di digestione e dell’assorbimento delle sostanze salubri che sono poi veicolate dal sangue alle cellule dell’organisimo. Solo così si evitano fenomeni quali fermentazione e putrefazione nel sistema digerente, si ottiene un’adeguata velocità di transito e si favorisce la digestione degli alimenti con un appropriato assorbimento dei nutrienti. Infatti bisogna assolutamente tener conto delle differenti fasi digestive del tratto gastro-intestinale e delle diversità di trasformazione ed elaborazione di ogni sostanza assunta col cibo.

Ecco come seguire una corretta combinazione alimentare:

Digestione di CARBOIDRATI. La digestione degli amidi comincia a livello della bocca tramite l’enzima della ptialina la cui azione continua anche nell’esofago e nello stomaco. Nel duodeno la trasformazione in zuccheri semplici avviene grazie all’amilasi pancreatica e alla maltasi, infine nell’intestino crasso la cellulosa si trasforma in glucosio sotto l’azione della flora batterica. Gli zuccheri più semplici (i disaccaridi quali saccarosio, maltosio e lattosio) non subiscono alcuna trasformazione prima dell’intestino tenue: a livello duodenale infatti vengono degradati dalle saccarasi intestinali per essere direttamente assorbiti. Alimenti incompatibili con la digestione di carboidrati portano a fermentazione e trasformazione in ossido di carbonio, acido ossalico, acido acetico, alcool, etc… che comportano quindi acidità di stomaco, borbottii e gas intestinali, stitichezza e diarrea.